Come selezioniamo

La conoscenza di un prodotto straordinario come l’olio extravergine di oliva passa necessariamente dalle parole che usiamo per descriverlo. In questo glossario abbiamo raccolto alcune delle principali espressioni e dei dei termini tecnici più importanti relativi al mondo dell’extravergine. Grazie al nostro piccolo dizionario, potrai chiarire ogni dubbio e ottenere informazioni puntuali sui temi più rilevanti, dalle origini dell’olio, ovvero le olive, al processo di produzione, fino ai vocaboli esatti per descrivere le sue proprietà organolettiche. Consulta le nostre voci tematiche per arricchire la tua conoscenza dell’arte olearia e trovare tutte le risposte che cerchi:

Pensi che manchi qualcosa? Il mondo dell’olio è in costante evoluzione: scrivici se non trovi la voce che desideravi approfondire, e provvederemo al più presto ad aggiornare il nostro glossario.

Degustazione dell’olio

Questi termini fanno parte del vocabolario di ogni assaggiatore: sono spesso utilizzati dagli esperti durante la degustazione, ma il loro corretto significato è a volte ambiguo. Abbiamo distinto attributi positivi e negativi. Le caratteristiche positive sono quelle associate a oli di qualità, e che sono caratterizzati da varie proprietà organolettiche. Le caratteristiche negative, invece, sono i difetti dovuti a processi svolti in maniera non idonea, a livello di raccolta, trasporto e conservazione. Infine, sono presenti alcuni vocaboli specifici relativi all’assaggio e alle sue tecniche.

Attributi positivi
Gli attributi positivi dell'olio normati dalla legge sono tre, e specificamente “fruttato”, “amaro” e “piccante”. Gli assaggiatori possono però rilevare altri fattori organolettici che, pur non essendo parametri oggettivi per la classificazione, sono utili per descrivere il carattere dell’olio EVO analizzato.

  • Amaro

    sapore tipico dell'olio ricavato da olive verdi o invaiate; può risultare più o meno gradevole a seconda di quanto l’amaro è marcato.

  • Carciofo

    sapore dell’olio fresco e netto che rimanda a quello del carciofo crudo e che appartiene a oli di qualità.

  • Erbaceo

    sapore che si trova nell’olio fruttato e che ricorda l’odore dell’erba appena tagliata. Ci si riferisce a questo flavour anche come “verde erba”, distinto dal “verde foglia”, che rimanda invece alla fragranza amarognola delle foglie.

  • Fieno

    sapore dell’olio che ricorda l'erba secca.

  • Floreale

    sapore che ricorda il profumo dei fiori negli oli più aromatici.

  • Fruttato intenso

    Olio dal sapore più forte e deciso con amaro e piccante piuttosto spiccati, anche se non disarmonici. Dal profumo marcato di frutta fresca, mela, vegetale di cardo e carciofo, al gusto è amaro e piccante. Ideale con piatti alla griglia, pinzimoni aromatici e bruschette, zuppe di fagioli, carrello dei bolliti, brasati e stracotti, carni rosse e selvaggina, zuppa di verdure e di legumi, frittura di carne, pappardelle al sugo di lepre, lepre in salmi e piedini di maiale, tagliata di carne e stufato di agnello.

  • Fruttato leggero

    Olio morbido e delicato, dalle note lievi o poco accentuate di piccante ed amaro, con sentore di nocciole, pinoli, mandorle. Al gusto si presenta principalmente dolce, con poco amaro e piccante.. Ideale con piatti delicati, pesce bollito e latticini, per la preparazione di salse, insalate e carpaccio di carne cruda, frutti di mare e baccalà, spaghetti allo scoglio e trenette al pesto, risotti di mare e alla zucca, fiori di zucca, fritti, focacce e pasticceria.

  • Fruttato medio

    Olio tendenzialmente più sapido, dal fruttato di media intensità, ma in ogni caso armonico, ben equilibrato, dalle sensazioni rotonde e dai profumi freschi e puliti. Fruttato di oliva fresca, erbaceo, con gusto leggermente amarognolo e delicata piccantezza finale, anche con retrogusto muschiato. Ideale con pasta con ragout di carne bianca, minestre e insalate fresche, carpaccio di carne salata, verdure lesse e grigliate, pasticcio di melanzane, pinzimonio, frittura di pesce di acqua dolce, creme di legumi e ceci lessati, salse per lessi e fondo per brodetti e caciucchi, caprese e insalate fresche, strudel di mele.

  • Mandorlato

    sapore che si esprime in due diverse modalità, richiamando la mandorla fresca oppure quella secca. Nel primo caso è solitamente garanzia della qualità dell’olio, mentre nel secondo può talvolta celare un rancido incipiente. È particolarmente apprezzato come retrogusto al contatto dell’olio con il palato e la lingua; è associato agli oli dal sapore dolce e dall’odore delicato.

  • Mela

    sapore dell’olio che rimanda al flavor di questo frutto.

  • Piccante o pungente

    retrogusto vivace che spesso si trova negli oli erbacei o fruttati, attribuito all’olio di qualità, ricavato da olive ancora verdi e ricco di sostanze antiossidanti.

  • Pomodoro verde

    fragranza dell’olio che ricorda il pomodoro verde e si trova spesso negli oli siciliani.

Attributi negativi
I termini utilizzati per descrivere le caratteristiche negative dell’olio che risultano particolarmente importanti per la sua valutazione sono stati segnalati con un asterisco (*)

  • Acqua di vegetazione

    caratteristica dell’olio dovuta a una decantazione avvenuta in modo non ottimale o a causa del contatto dell’olio con l’acqua nel mosto oleoso.

  • Aspro

    caratteristica non necessariamente negativa di oli spesso molto giovani.

  • Astringente

    caratteristica dell’olio ottenuto con olive non mature; è una sensazione analoga a quella percepita quando si assaggia un frutto acerbo.

  • Avvinato

    olio che ricorda l’aceto, a causa della proliferazione di acido acetico, acetato di etile ed etanolo.

  • Cetriolo

    caratteristica che descrive l’olio rimasto chiuso troppo a lungo ermeticamente, ad esempio in lattina.

  • Cotto

    caratteristica dell’olio che è stato eccessivamente riscaldato in fase di estrazione.

  • Fiscolo

    caratteristica dell’olio ottenuto dalla pasta di olive posta su fiscoli sporchi di residui fermentati.

  • Foglia

    caratteristica dell’olio ottenuto da olive molite insieme a rami o foglie.

  • Gelato

    olio prodotto da olive che colpite da gelate; può sviluppare cattivo odore in cottura.

  • Grasso di macchina

    caratteristica dell’olio ottenuto da macchinari sporchi di grasso, petrolio e olio minerale.

  • Grossolano

    olio che causa una sensazione, a livello sia tattile sia gustativo, molto pastosa e densa.

  • Liscio/smorzato

    caratterizza un olio tenue, sia dal punto di vista dell’odore sia del sapore, a causa della dispersione della sua carica aromatica.

  • Metallico*

    caratteristica dell’olio dovuta alla sua conservazione in cattive condizioni e al contatto con superfici metalliche durante il processo di frangitura, gramolatura, pressione o ammasso.

  • Morchia*

    caratteristica dell’olio ricavato dai fanghi di decantazione o che è rimasto troppo a lungo tra i suoi sedimenti, e che è perciò fermentato.

  • Muffa - umidità*

    caratteristiche dell’olio ottenuto da frutti conservati in ambienti umidi e ristretti in cui sono presenti organismi fungini.

  • Rancido*

    caratteristica dell’olio che si è ossidato perché è stato troppo all’aria; è un flavor irreversibile ed estremamente sgradevole.

  • Rete

    caratteristica dell’olio ottenuto da olive che sono state lasciate troppo a lungo sulle reti di raccolta.

  • Riscaldo*

    caratteristica dell’olio ottenuto da olive mal conservate e troppo mature.

  • Sansa

    caratteristica dell’olio vergine tagliato con olio di sansa, ovvero con ciò che rimane della pasta di olive dopo l’estrazione dell’olio, e altrimenti non commestibile.

  • Saponoso

    l’olio che comporta una sensazione, a livello sia olfattivo sia gustativo, di sapone dei piatti.

  • Secco

    olio senza alcun aroma, perché ottenuto da ulivi colpiti dalla siccità.

  • Sparto

    caratteristica dell’olio ottenuto da olive pressate con fiscoli nuovi.

  • Terra

    caratteristica dell’olio ottenuto con olive raccolte da terra e non lavate.

  • Vecchio

    caratteristica dell’olio che rimane troppo a lungo in bottiglia o all’interno di contenitori di ammasso.

  • Verme

    caratteristica dell’olio ottenuto da olive attaccate dalla mosca dell’olivo.

Strumenti e tecniche di assaggio

  • Analisi sensoriale/Panel test

    valutazione dell’olio in base alle sue proprietà organolettiche, ovvero quelle che possono essere percepite attraverso i sensi, in particolare, vista, olfatto e gusto. È un esame obiettivo, svolto da un gruppo di assaggiatori, detto “panel”, guidati da un assaggiatore leader. Per evitare che il giudizio degli assaggiatori sia falsato, l’assaggio avviene individualmente, in cabine isolate da fonti esterne di calore, rumore e odore. Il risultato finale dell’analisi sensoriale consiste in una elaborazione complessiva delle valutazioni fornite da ogni assaggiatore. Si tratta di una delle analisi principali svolte sull’olio extravergine, insieme ai test di laboratorio che analizzano l’acidità libera, il numero dei polifenoli e di perossidi.

  • Strippaggio

    tecnica di degustazione che consiste nell’inspirare dalla bocca, a denti chiusi, e che ha l’obiettivo di rendere il gusto e il profumo dell’olio più intensi e percettibili.

Tipologie di extravergine

  • Monovarietale

    Olio ottenuto da un'unica varietà di olive.

  • Multivarietale/Blend

    Olio ottenuto dalla miscela di differenti oli della stessa varietà di olive o di differenti varietà di olive. Può essere ottenuto anche dalla frangituracontemporanea di differenti varietà di olive.

  • Novello

    L'olio novello è normale olio extravergine di oliva prodotto allo stesso modo del restante extravergine ma è quello estratto dalle primissime olive della nuova raccolta Può essere non filtrato. . Ha un sapore caratteristico particolarmente apprezzato e se non filtrato si presenta torbido alla vista.

  • Denocciolato

    L’olio denocciolato è un extravergine prodotto attraverso la separazione della polpa delle olive dal loro nocciolo. Questo consente di eliminare i tannini contenute nel nocciolo, ottenendo così un olio dal sapore leggero e di grande qualità. Nell’olio EVO denocciolato si trovano molte sostanze antiossidanti e pochi acidi polinsaturi. Ciò rende quest’olio meno propenso a ossidarsi e dunque più duraturo nel tempo rispetto all’olio non denocciolato.

  • Aromatizzato

    olio extravergine di oliva a cui sono aggiunti spezie, erbe e aromi per esaltarne una particolare caratteristica olfattiva.

  • Affiorato

    L'olio extravergine affiorato è viene detto anche "Fior d'Olio" ed è una particolare tipologia di olio extravergine di oliva. Viene ottenuto mediante affioramento spontaneo ovvero prelevando a mano tramite opportuni mestoli l'olio che si forma spontaneamente sulla superficie della pasta di olive subito dopo la frangitura delle olive. L'olio di questo tipo costituisce una percentuale molto modesta (circa 2-3%). Alcuni lo ritengono l'eccellenza dell'olio extravergine di oliva in quanto non ha subito nessuna fase di lavorazione dato che l'olio emerge semplicemente in modo spontaneo. E' molto indicato durante la fase di svezzamento dei neonati e nella dieta dei bambini. E' un olio pregiato perché occorrono molte ore in più per estrarlo (bisogna fermare le macchine ed aspettare il suo affiorare) oltre naturalmente al fatto che se ne ottiene una percentuale molto ridotta. Questo tipo di olio extravergine affiorato non viene sottoposto ad alcuna forza estrattiva di separazione (sia di tipo centrifugo o di pressione).

Tipologie di olio

  • Biologico

    Olio extravergine ottenuto da agricoltura biologica certificata.

  • Certificato igp

    Olio certificato a Indicazione Geografica Protetta.

  • Certificato dop

    Olio certificato a Denominazione di Origine Protetta.

  • Extravergine di oliva

    olio di oliva di categoria superiore, ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici. Privo di difetti, in cui il fruttato (caratteristico sentore riconducibile al frutto dell’olivo) è chiaramente presente e con acidità libera espressa in acido oleico non superiore a 0,8 g per 100 g.

  • Vergine di oliva

    olio di oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante processi meccanici, con una mediana dei difetti inferiore a 3.5 (presenza di piccoli difetti minori). Il fruttato è presente e l’acidità libera espressa in acido oleico è al massimo di 2 g per 100 g.

  • Olio di oliva

    olio di qualità inferiore, che si ricava dall'olio di oliva vergine tagliato con oli di oliva che hanno subito un processo di raffinazione chimica per eliminarne i difetti.

  • Lampante

    olio di oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante processi meccanici la cui mediana dei difetti è superiore a 3.5 (difetti evidenti). Il fruttato non è presente, e l’acidità è superiore a 2 g per 100 g. Non è adatto per il consumo umano alimentare e non è commerciabile in maniera diretta al consumatore.

  • Olio di sansa di oliva

    olio ottenuto direttamente dalla lavorazione della polpa di oliva dopo la prima spremitura.

Olive, coltivazione e raccolta

  • Alternanza di produzione

    fenomeno caratteristico delle piante di olivo che producono quantità di frutti differenti di anno in anno, fornendo produzioni abbondanti e scarse alternatamente.

  • Bacchiatura

    raccolta delle olive effettuata attraverso l’uso di pertiche con cui i rami vengono battuti per far cadere le olive.

  • Brucatura

    raccolta delle olive effettuata manualmente con utensili come pettini o rastrelli che non danneggiano i frutti nè i rami dell’albero.

  • Cultivar

    varietà di olive da cui si ricava l’olio.

  • Drupa

    famiglia di frutti a cui appartiene l’oliva.

  • Endocarpo

    nocciolo dell'oliva, ovvero l'involucro legnoso che contiene il seme.

  • Epicarpo

    buccia dell'oliva, poco spessa, che protegge il frutto; da verde, diventa rossastra o bruna, e poi nera nel corso della maturazione.

  • Invaiatura

    fase della maturazione dell’oliva in cui cambia colore, dal verde intenso alla colorazione finale che dipende dal tipo di cultivar.

  • Mesocarpo

    polpa delle olive, di spessore variabile che compone circa il 70-80% del peso del frutto.

  • Mosca olearia

    parassita che colpisce la drupa dell’olivo, molto temuta dai coltivatori di olive. Per produrre olio di qualità, le olive attaccate alla mosca andrebbero scartate, ma alcuni olivicoltori le usano ugualmente producendo un olio dal sapore sgradevole.

  • Oliva

    frutto commestibile dell'ulivo, formato da buccia (epicarpo), polpa (mesocarpo), nocciolo (endocarpo) e seme (mandorla), contenuto all'interno del nocciolo. Le olive si distinguono in tre categorie:
    - da mensa (o da tavola), utilizzabili a scopo alimentare
    - da olio, per la produzione di olio
    - a duplice valenza, che possono essere trasformate sia in olive da mensa sia in olive da olio

  • Ulivo

    pianta da frutto il cui nome botanico è “Olea europaea”. Originaria dell’area mediterraneo, è una pianta sempreverde che vive molto a lungo, anche centinaia di anni. Presenta un fusto cilindrico e contorto con legno duro e pesante, e chioma dalla forma a cono.

  • Xylella fastidiosa

    batterio molto dannoso che vive all'interno dei condotti della linfa grezza delle piante. Quando infetta la pianta, si forma un gel nel tessuto vegetale o xilema che ostruisce il fluire dell’acqua e interrompe il nutrimento.

Processi e strumenti di produzione dell’olio

  • Bag in box

    Sacca flessibile sottovuoto contenuta in scatola di cartone rigido dotata di rubinetto per erogazione. E' il contenitore ideale per l'olio. Il cartone esterno resiste agli urti molto meglio della tradizionale latta evitando accidentali fuoriuscite, la sacca flessibile sottovuoto mantiene il prodotto al riparo totale dall'aria e dalla luce evitando i travasi e il pratico rubinetto erogatore permette facilmente il dosaggio della quantità desiderata senza gocciolamenti.

  • Decanter

    estrattore centrifugo utilizzato per separare l'olio dall'acqua di vegetazione e dalla sansa.

  • Demucillaginazione

    nella raffinazione dell'olio, consiste nell’eliminare mucillagini, resine e altre impurità.

  • Deodorazione

    nella raffinazione dell'olio, consiste nell’asportare aldeidi o chetoni, che causano cattivi odori dell'olio di bassa qualità.

  • Demargarinazione

    nella raffinazione dell'olio consiste nell’eliminazione dei gliceridi saturi che rendono torbido l'olio.

  • Disacidificazione

    nella raffinazione dell'olio consiste nella correzione dell'eccessiva acidità dell'olio di bassa qualità.

  • Estrazione

    processo che consiste nella separazione di tre componenti della pasta di olive appena franta, acqua di vegetazione, olio e sansa (combinazione di buccia, polpa e nocciolo)

  • Estrazione a freddo/Frangitura a freddo

    processo meccanico di produzione dell’olio a temperatura inferiore ai 27°C, proteggendo le proprietà organolettiche delle olive.

  • Estrazione a caldo

    applicazione di punti di calore durante il processo di frangitura. Il calore migliora la resa delle olive, ma la qualità risulta inferiore, perché il calore influenza le proprietà organolettiche dell’olio.

  • Filtraggio

    consente di eliminare dall’olio le particelle sospese che contribuiscono alla sua torbidità e che, con il tempo, decantano e vanno a costituire i depositi nei recipienti di conservazione e nelle confezioni. La filtrazione è un’operazione altamente raccomandata perché garantisce all’olio maggiore stabilità e gli conferisce una maggiore limpidezza.

  • Fiscolo

    contenitore per la pasta di olive prima della pressatura.

  • Frantoio

    impianto per frangere le olive e ottenere l’olio con la spremitura.

  • Frangitura

    frantumazione delle olive nel frantoio; è il primo passaggio della lavorazione delle olive dopo il lavaggio. Può avvenire tramite un sistema a martelli o a coltelli ed è una fase importantissima, perché determina gran parte delle caratteristiche organolettiche dell’olio.

  • Gramolatura

    operazione che segue la frangitura, e che ha lo scopo di separare l’acqua dall’olio. Questa fase può durare tra i 10 e i 60 minuti: se si protrae troppo a lungo, la pasta di olive da cui si ricava l’olio rischia di ossidarsi.

  • Molazza

    strumento che deriva dalle classiche macine in pietra; è utilizzata per esercitare un’azione meccanica che avviene in seguito alla rotazione di ruote in granito sulle olive lavate.

  • Molitura

    operazione che consiste nello schiacciare le olive all’interno delle macine (o molazze). Dal processo si ottiene la pasta di oliva da cui si estrarrà l'olio.

  • Prima spremitura

    in passato le olive venivano frante due o più volte, perché la forza dei mezzi disponibili allora non era sufficiente a spremere l'olio completamente in una sola volta. Oggi la spremitura avviene a macchina e questa espressione è anacronistica.

  • Raffinazione

    operazione che prevede i processi di demucillaginazione, disacidificazione, decolorazione, filtrazione, deodorazione, demargarinazione e si applica a oli d'oliva di bassa qualità per migliorarne l'aspetto e il gusto.

Olio e cibo

  • Cibi dalla struttura leggera

    In tal caso la cottura dell'alimento dovrà contribuire a preservare le materie prime e dovrà essere semplice, a vapore, al sale, al cartoccio. Come ad esempio lattughe da taglio e valerianella, gnocchi di patate o ricotta, verdure grigliate, filetti di pesce bianco, cereali in chicchi lessati, focacce semplici, salse tipo maionese.

  • Cibi dalla struttura media

    In questo caso il tipo di cottura può essere più incisivo, ma senza esagerare, quindi semplice in padella, frittura, al forno. Cibi dagli aromi più pronunciati, come gli asparagi, pesce azzurro, molluschi di mare, mozzarelle di bufala, salse verdi, creme di legumi, carpaccio di pesce e carne.

  • Cibi dalla struttura più robusta

    Aromi più netti e marcati, come zuppe complesse di pesce e verdura, insalate amare, bresaola, radicchi e cavoli, paste al forno, salse a lunga cottura con pomodoro, piatti a base di peperoni e carciofi.

Componenti chimici e nutrizionali dell’olio

  • Acidi grassi

    elementi fondamentali dei lipidi sia animali che vegetali che hanno un impatto sulla salute delle arterie e del cuore Quelli saturi sono dannosi; quelli insaturi, invece, sono salutari.

  • Acidità libera

    indica in quale misura sono presenti gli acidi grassi liberi nell’olio ed è una metrica rilevante per determinarne la classificazione. Si misura in grammi di acido oleico ogni 100 grammi di olio: più basso è il valore migliore è l’olio.

  • Acido oleico

    è un componente primario dell'olio di oliva, di cui costituisce il 75%. Determina l’acidità dell’olio e ha un effetto benefico sul cuore e sul sistema vascolare.

  • Acido linolenico

    è un acido grasso presente nell’olio EVO; si tratta della vitamina F, estremamente utile all’organismo per la salute della pelle, dello stomaco e dell’apparato circolatorio

  • Alchil esteri

    composti originati dalla fermentazione e dal degrado delle olive; causano la formazione di alcol metilico ed etilico e la liberazione di acidi grassi dai trigliceridi. Quando sono presenti in grosse quantità, l’olio risulta di bassa qualità, poco nutritivo e poco antiossidante. La presenza di alchil esteri è indice di una cattiva conservazione delle olive ammassate oppure frante quando il processo di fermentazione è già cominciato.

  • Biofenoli/Polifenoli

    sostanze antiossidanti presenti nell’olio extravergine. Agiscono riducendo il colesterolo cattivo, rallentano l’invecchiamento, preservano le mucose dello stomaco e prevengono le patologie cardiovascolari. I polifenoli rappresentano un indice della qualità dell’olio. A livello sensoriale, sono responsabili del carattere amaro e piccante dell’olio.

  • Frazione saponificabile

    componente presente nell’olio olio extravergine di oliva per circa il 98% e costituita prevalentemente da trigliceridi.

  • Frazione non saponificabile

    componente presente nell'olio extravergine di oliva per circa il 2% costituita da sostanze come antiossidanti e vitamine, tra cui lo squalene, i fitosteroli, il betacarotene, i polifenoli, l'oleuropeina e l'oleocantale.

  • Oleocantale

    sostanza, appartenente ai polifenoli, che, con l’oleuropeina, determina il sapore piccante dell’olio EVO; ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

  • Oleuropeina

    è un polifenolo presente sia nelle drupe che nelle foglie dell’ulivo; determina il sapore piccante e amaro dell’olio evo; ha effetti antinfiammatori, antiossidanti, vasodilatatrici e spasmolitici.

  • Perossidi

    la quantità di perossidi è uno dei valori presi in considerazione nell’analisi chimica dell’olio e misura il suo stato di conservazione; minore è il valore, meno ossidato è l’olio.

  • Squalene

    sostanza benefica che si trova nell’olio extravergine di oliva; ha la funzione di ripristinare lo stato ottimale della membrana lipidica e protegge l’organismo dagli agenti nocivi.

  • Steroli

    composti chimici contenuti nell’olio d’oliva; sono in grado di bloccare l’assorbimento del colesterolo cattivo e hanno un ruolo nella regolazione del ritmo circadiano e della coagulazione sanguigna.

  • Tocoferoli

    si tratta della vitamina E presente nell’olio di oliva; ha una forte azione antiossidante.