IL MANIFESTO DEL VERO EVOO

“Solo Veri Oli Extravergine di Oliva sulle tavole dei consumatori”.

Siamo sostenitori di un consumo consapevole e vogliamo dare una risposta concreta alla domanda crescente di maggiore trasparenza e attenzione all’etica alimentare.

Così abbiamo messo a punto dieci principi che ti permetteranno di capire quando ti trovi di fronte ad un Vero Olio Extravergine di Oliva ed effettuare, di conseguenza, una scelta cosciente.

1

Se la legge chiede oro, tu pretendi diamanti.

Non accontentarti dei parametri disposti dalla normativa vigente per definire quale sia un Olio Extravergine di Oliva. Chiedi molto, molto di più.
Ad esempio: più l’olio è eccellente più l’acidità si avvicinerà allo zero. La legge prevede un’acidità non superiore allo 0,8%. I nostri Extravergine non superano lo 0,3% di acidità.

2

I difetti non lo rendono più interessante.

Per essere un Vero Extravergine deve superare positivamente l’analisi chimica (la più comune) e l’analisi organolettica/sensoriale (quella che pochi fanno), basata su Panel test (ovvero un gruppo di assaggiatori professionali), che dà una valutazione globale su: varietà delle cultivar impiegate, grado di maturazione e di gestione delle olive, processo di estrazione dell’olio e condizioni di conservazione del prodotto.
Un vero extravergine può essere prodotto esclusivamente quando le olive vengono raccolte direttamente dalla pianta, all’inizio dell’invaiatura (ancora verdi), in ottimo stato di conservazione ed estratto dalla polpa delle olive dopo pochissime ore dalla raccolta.

3

Non ha la puzza sotto il naso.

Il Vero EVO è un'esplosione di vegetalità: profuma di erba tagliata, carciofo, foglia di pomodoro, frutta fresca, banana, mandorla, erbe aromatiche. Quello che è certo è che non è mai privo di odore, non sa di olio, non sa di fritto, non sa di grasso.
Se trovi altro, non è un extravergine.

4

Va conservato con cura, come il più bello dei ricordi.

L’olio è un prodotto vivo. Appena imbottigliato inizia lentamente ad invecchiare e se non conservato correttamente, in pochi mesi perde la sua “extraverginità”. Per questo va tenuto al buio in luoghi freschi e asciutti, lontano da fonti di calore. Al riparo quindi dalla luce e dall’aria per evitare che si ossidi e ad una temperatura ottimale compresa tra i 14° e i 18°.
La qualità lo aiuta a conservarsi più a lungo.

5

Non si sente giovane, lo è.

L’olio soffre l’invecchiamento e ha un tempo minimo di conservazione, ovvero un periodo nel quale le sue proprietà organolettiche rimangono inalterate. Questo periodo non è molto lungo. Per questo è preferibile acquistare un olio appartenente all’ultima campagna olearia e consumarlo entro 18 mesi dall’estrazione.

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Il vestito fa l’olio EVO.

Il miglior materiale per la conservazione dell'olio è senz'altro il vetro, purché venga utilizzato quello scuro che lo metta al riparo dalla luce. È consigliata anche la presenza di tappo antirabbocco e di un bel packaging, perchè anche l’occhio (e la tavola) vuole la sua parte.

7

Se la filtra e se la decanta.

L’Extravergine di Oliva necessita di essere filtrato per eliminare le piccole impurità che tendono a depositarsi sul fondo della bottiglia e che possono comprometterne l’integrità e i tempi di conservazione.

8

La sua ricchezza, è la tua felicità.

L’olio EVO è ricco di polifenoli, potenti antiossidanti naturali che contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo. 20 grammi di olio (circa 2 cucchiai) al giorno, consumati a crudo nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano, consentono di ottenere l’effetto benefico indicato.

9

Non è solo cibo. È un superfood.

Alimento cardine della dieta mediterranea, l’Olio Extravergine di Oliva non è un semplice condimento, ma rientra ufficialmente tra gli alimenti funzionali che hanno importantissimi benefici per la salute.

10

È un partner preciso, non pignolo.

L’Olio Extravergine di Oliva ha specifiche modalità di utilizzo e abbinamento. Ma c’è un metodo semplice per non sbagliare in cucina: basta abbinarlo per concordanza. Con cibi delicati, si abbinano oli leggeri, con cibi robusti, si abbinano oli intensi e decisi. Il piatto deve poter “sostenere” la potenza o la delicatezza sensoriale dell’olio e allo stesso tempo, un olio deve poter accompagnare armonicamente la composizione di sapori e odori della pietanza.