LUBRIFICANTE DA CUCINA
Tutti lo comprano, nessuno lo conosce.
L’olio (Extra?) Vergine di oliva è un prodotto sottovalutato, sconosciuto e misconosciuto dal consumatore, sfruttato con la leva del prezzo e attaccato da chi non ha interesse alla sua qualità reale e dimostrabile.
Così facendo l’olio viene declassato al ruolo di “lubrificante da cucina”, una commodity da ottenere a basso costo, a scapito della qualità.
Lo versiamo tutti i giorni sui nostri piatti senza guardare nemmeno la bottiglia e chiederci cosa ci sia dentro.
Spendiamo di più per l’olio motore della nostra macchina, eppure ne consumiamo almeno 12 litri all’anno!
Chi ci guadagna?
- 1L’industria e le grandi multinazionali dell’olio che puntano a produrre prodotti standard di scarsa qualità uguali per tutti a basso prezzo e privi di gusto, profumi e proprietà salutistiche, raccontando con il marketing storie finte
- 2La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che sfrutta l’olio come prodotto civetta da vendere sottocosto per portare clienti nei supermercati.
- 3La maggior parte dei frantoi e il conoscente di fiducia che ha gli alberi a casa, producono l’olio come si faceva una volta spacciandolo per extravergine.
Chi ci perde?
- 1Il consumatore finale che, ignaro, acquista (e paga) un prodotto “extravergine” che tale non è, consumando oli di oliva vergini di pessima qualità, a volte pure dannosi per la salute, privi di sapore, profumi e proprietà salutistiche.
- 2I frantoiani che si sono innovati e hanno investito nella vera qualità, un’intera filiera a cui non viene riconosciuto lo sforzo di fare prodotti di eccellenza.
- 3Il Paese Italia, unico al mondo ad avere una biodiversità di oltre 700 cultivar, un grande patrimonio dell’umanità purtroppo non ancora valorizzato e riconosciuto.
DIMENTICA TUTTO QUELLO CHE SAI SULL'OLIO
Attento! Non è ciò che credi.
Abbiamo in testa un’immagine sbagliata dell’Olio Extravergine di Oliva: Lo immaginiamo non filtrato in una bottiglia trasparente con un bel residuo sul fondo perchè ci richiama l’olio genuino di una volta, quello fatto dal contadino che assaggiavamo in frantoio da piccoli, e crediamo che acquistarlo direttamente al frantoio o dal “cuggino” che ha gli ulivi sia garanzia di qualità. Non è così. La verità è che non ne sappiamo nulla di Olio Extra Vergine e sulla nostra ignoranza ci fanno grandi business.
PRODOTTO FINANZIARIO PER LE MULTINAZIONALI
L’olio industriale del supermercato
Le grandi industrie imbottigliatrici dai nomi familiari (spesso di proprietà di multinazionali straniere) non possiedono un solo albero di ulivo e ottengono il proprio olio tramite la miscelazione di oli di diversa natura e provenienza, spesso sottoposti ad un processo chimico-fisico per eliminare odori e difetti facendoli rientrare nei parametri chimici di legge, ma privi di un legame con un territorio di origine. La tracciabilità del prodotto è praticamente impossibile e i prezzi al consumo sono incompatibili con i costi di una produzione attenta alla vera qualità.
Questi oli li troviamo sugli scaffali dei supermercati con i nomi più fantasiosi che richiamano la genuinità del prodotto come “Olio Grezzo”, “Olio non filtrato”, “Decantato”, “prima spremitura”, “estratto a freddo”, “Olio tracciato 100%”, “Gusto classico”, e tante altre fantasie di marketing per vendere a consumatori inconsapevoli.
Video sui falsi oli EVO:
Servizio RAI - Report
Servizio LA7 - La gabbia
Servizio RSI - Patti chiari
L’OLIO DEL CONTADINO NON È EXTRAVERGINE!
L’olio artigianale del “cuggino”
Anche acquistare l’olio direttamente in frantoio o dal “cuggino” che ha gli ulivi non è garanzia di qualità, anzi!
In Italia (ma anche in Spagna, Grecia, Turchia, Marocco) su 5.000 frantoi solo qualche centinaia sa produrre un vero olio extravergine di oliva, la maggior parte non si sono evoluti, fanno l’olio come si faceva una volta, con macchine e processi di lavorazione arcaici e false credenze che non garantiscono la qualità producendo spesso inconsapevolmente falsi oli extravergine difettati con scarse proprietà organolettiche e salutistiche.
“Le zone dove c’è maggior produzione di olio di oliva sono anche quelle dove c’è la più bassa conoscenza del prodotto, perché ancorati alle tradizioni del passato, e l’olio consumato in queste zone è spesso di bassa qualità.”